Datamonitor predice un boom per il packaging interattivo
Per le bevande o il cosiddetto “gourmet food” così come per tutti i generi alimentari i consumatori desiderano (e in certi casi esigono) sempre maggiori informazioni e il Qr code costituisce un tassello tecnologico comodo e immediatamente fruibile che risponde a questa esigenza senza andare a sollevare questioni legate a una tracciabilità più tecnologica, Rfid e non Rfid, che comporta investimenti consistenti per la definizione di un sistema univoco e condiviso tra produttori, trasportatori e retailer.
I Qr code sulle etichette del vino,, ad esempio, che permettono tramite telefonino di accedere a tutta una serie di informazioni tra cui l’origine, la storia del produttore, la tipologia di vigna o l’accostamento organolettico più adatto sono solo la punta dell’iceberg, sostiene Datamonitor.
La società di consulenza americana, infatti, ha sotto controllo da tempo il fenomeno e parla di espolosione del packaging interattivo, ma con investimenti piuttosto ridotti.
“Qualche anno fa i Qr code hanno iniziato ad apparire a macchia di leopardo – ha spiegato Tom Vierhile, direttore Innovation Insight di Datamonitor – e oggi sono letteralmente esplosi. I Qr code consentono di incrementare la trasparenza sulle confezioni dei prodotti che i consumatori trovano sui banchi dei punti vendita e consentono loro di identificare la provenienza degli ingredienti, la data in cui frutta e vedura fresche sono stati raccolti e tutto un altro genere di informazioni importanti”.
Come sottolineano gli esperti, per una categoria come il vino, che è estremamente variegata e che comporta per un punto vendita decisioni di acquisto complesse ed articolate il Qr code costituisce lo spartiacque tra prodotti e marche.
“Il target di riferimento a cui si dirige questo tipo di comunicazione – ha proseguito Vierhile – è la popolazione più giovane e i consumatori più technology-addict. Grazie al Qr code i consumatori possono interagire col brand e imparare di più sui prodotti che acquistano, ma anche aver accesso a promozioni e iniziative di marketing che aumentano le opportunità commerciali”.
Un’opportunità che per i Paesi asiatici ha una duplice valenza, consentendo di comunicare agli occidentali, scegliendo l’inglese o addirittura una localizzazione ad hoc.











